Ghiacciaiolo e materassaio

Continuiamo la nostra ricerca sulla trasformazione dei vecchi mestieri. Avevamo iniziato
con il cadreghèe in viale Umbria e con il moleta di via Bergamo, è ora la volta del giasee (venditore di ghiaccio) e del materasèe (il materassaio).
Un esempio di imprenditoria di successo, che avevamo già presentato in un numero precedente di QUATTRO, è quello del venditore di ghiaccio.

giasee

Schegge come punteruoli da inserire nelle ghiacciaie di casa si sono vendute sino agli anni Cinquanta, quando il “grande bianco”, il frigorifero, la lavatrice e poi la lavastoviglie, è diventato il simbolo del primo (e forse ultimo?) boom italiano e ha riempito le nostre case. Il contrasto tra il vecchio mestiere raccontato nella foto dei primi del ‘900 e quello di oggi è
stupefacente: il carretto trainato da un mulo decrepito, i due blocchi di ghiaccio spostati con pesanti rostri di ferro arrugginito e scalpellate con fatica dai due giovani ghiacciaioli, si
confrontano con l’organizzazione di ICE MAN in via Lombroso 53, fondata da Hani El Mallah, egiziano doc che intuì già negli anni Novanta la potenzialità dell’offerta di ghiaccioli
in varie forme e dimensioni, prima all’Ortomercato e poi a ristoranti, bar e privati.

iceman
Intuizione, determinazione, contro burocrazia ed ignoranza: una doppia vittoria. Produzione, distribuzione, vendita al dettaglio: info@ice-man.it.
Dalla cucina alla camera da letto.
Siete ormai passati ai materassi di lattice promossi dalle ragazzotte delle televendite pomeridiane o vi siete convertiti al rigido futon giapponese?
Allora buttate i vostri materassi di lana cardata, un po’ bitorzoluti, fatti a mano, cuciti con lunghi aghi sottili, ricoperti di tela forte dai colori tenui, azzurri, rosa, a fiori….Oppure, se
proprio non volete rinunciarvi, quando le cunette e i bozzi non sono più tollerabili e tormentano il vostro sonno, rivolgetevi al materassaio, …se lo trovate!

materassaio old
Al numero 48 di Viale Montenero c’è la Reflex “Se volete rifare il vostro materasso – ci dice il Signor Molteni, titolare – noi lo possiamo ritirare e, tramite collaboratori esterni, provvederemo a una completa rigenerazione della lana che verrà ripulita da polvere
e impurità. Il tutto verrà rifinito con la bordatura e trapuntatura classica. Ma ormai il 99% della nostra clientela ci richiede “fornitura per il sonno” più tecnologiche e complete di supporti”. (montenero@materassimolteni.com)
Sempre su viale Montenero al numero 42, troviamo la Casa del Materasso.
(casadelmaterassosnc@libero.it) “Porta Romana e in particolare la zona intorno a Montenero era nota per essere, sino agli anni Sessanta, il borgo degli artigiani materassai milanesi e se ne contavano almeno una quindicina. Poi nel tempo hanno chiuso o si sono trasformati in piccole botteghe di tappezzieri – ci dice Aldo De Marchi -. La Casa del Materasso è un negozio storico, con oltre mezzo secolo di vita, aperto dove un tempo operava un materassaio che si affacciava direttamente sulla strada. Qualche cliente chiede ancora di rifare il vecchio materasso di lana e noi ci serviamo da Massimo Baccarini in via Riva di Trento angolo via Bessarione (tel. 02 5469639, 3384624856)”.
Certamente non si può più contare sul materassaio che arrivava nel nostro cortile con tutto l’armamentario necessario, compresa la macchina dentellata per la cardatura e i bastoni flessibili per la spolveratura della lana (vedi foto del 1915). Anche perché con i nuovi regolamenti condominiali, le telecamere di controllo, gli orari di silenzio e il nervosismo di certi condomini non sarebbe più possibile.
Tutti i commercianti, dunque, ci confermano che le richieste di rifacimento del materasso in lana sono sempre più rare per varie ragioni: la mancanza di mano d’opera, i costi dei rifacimenti, il reperimento delle lane adatte. E poi anni e anni di polvere, di acari, di germi e di batteri rinchiusi nelle vecchie lane che improvvisamente trovano una via d’uscita non
sono una garanzia di igiene né per chi lo lavora né per chi lo deve riutilizzare.
Mercato di nicchia, dunque, destinato a sparire. Ormai i materassi storicamente riempiti
di paglia, da cui nasce il termine alternativo pagliericcio, sono diventati vere e proprie strutture sanitarie, a molle ricoperte di strati di materiali soffici o composti interamente in lattice, ergonomici, performanti, ad aria o ad acqua, termosensibili, memory e chissà cos’altro ancora in futuro.
”Tutto vero, pochi clienti, lavori su richiesta, concorrenza imbattibile delle nuove tecnologie, zona degradata – ci dice Massimo Baccarini che andiamo a trovare nel suo negozio, lui sì uno degli ultimi, veri materassai di zona 4 – ma una trentina di materassi
di lana all’anno li faccio ancora! Inoltre come tappezziere mi sono specializzato nel recupero di mobili di antiquariato imbottiti”.
Baccarini, che fa questo lavoro da più di 30 anni, ha un diploma rilasciato nel 1985 dalla Atisea Scuola per tappezzieri di via Ripamonti, ora sparita, come molte altre scuole professionali per l’artigianato che dovrebbero, invece, essere riaperte e pubblicizzate per combattere i tempi difficili che i giovani stanno vivendo e dare loro un mestiere.

baccarini
E Baccarini, con i suoi modi ruvidi e cordiali mi porta nel retro del suo negozio e, detto fatto, mi dà una dimostrazione, ad uso esclusivo dei lettori di QUATTRO, sorprendente anche
perché inattesa, di lavorazione della lana, mostrandomi il funzionamento della macchina elettrica da lui inventata, perfettamente operante!
Sotto gli occhi del figlio, affascinato ma che probabilmente non proseguirà il mestiere di suo padre…. Auguri a Massimo Baccarini.

                                                                                                                               Francesco Tosi

Japanese video

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