“Ne ho mangiata troppa”: Luca Sandri al Teatro Delfino

di Luca Cecchelli

Da domani fino a domenica al Teatro Delfino torna in scena Ne ho mangiata troppa, monologo comico scritto dall’attore Luca Sandri e Umberto Simonetta, con il valore aggiunto delle canzoni appositamente scritte da Giorgio Gaber. Un’occasione per gustare uno spettacolo di qualità, come racconta il protagonista, Luca Sandri

Luca Sandri

Uno degli ultimi monologhi di Umberto Simonetta: cosa ricordi della nascita di questo spettacolo?

«Lo scrissi insieme a Simonetta, nacque da un suo spunto sulla base del quale abbiamo poi sviluppato altre tematiche. Chiaramente all’epoca il lavoro grosso lo fece Simonetta perché io non avevo ancora esperienze di scrittura così importanti alle spalle: mi cucì addosso la vicenda di Fabio Angeletti adattandola alle mie capacità attorali così come aveva fatto con Livia Cerini o Maurizio Micheli in altri suoi celebri monologhi».

Chi è Fabio Angeletti?

«Fabio Angeletti è un impiegato che da sempre coltiva passioni letterarie e sogna di sfondare nel mondo dell’editoria o come autore televisivo. Continuamente rifiutato da entrambi questi settori, lo ritroviamo ad aspettare una telefonata da una casa editrice per sapere della pubblicazione del suo ultimo romanzo. In attesa di questa decisiva telefonata, pensando di farla finita nel caso dell’ennesima risposta negativa, comincia ad ironizzare amaramente contro ciascuna di queste “consorterie” all’interno delle quali sembra incredibile non riuscire ad entrare, fantasticando una serie di improbabili vendette e appaganti rivincite contro interlocutori reali e immaginari, dai colleghi d’ufficio ai responsabili di case editrici – compresa una dirigente televisiva nella quale all’epoca si poteva riconoscere una certa Fatma Ruffini».

L’attualità del testo?

«È uno spettacolo dalla comicità inalterata e ricco di intelligenti spunti di riflessione: ancora attuale ad esempio, in campo editoriale, è la polemica sul tema del numero impressionante di libri pubblicati da gente incapace di scrivere una parola…E comunque, rispetto a quando fu composto nel 1993-94, nel corso degli anni, ogni volta che l’ho ripresentato, l’ho sempre modificato seguendo l’attualità. Ad esempio nella prima versione si parlava della partecipazione al Maurizio Costanzo Show che negli anni successivi è diventato Marzullo e oggi, data l’attualità, è stato ripristinato».

 

Comicità e disperazione, rabbia e ironia, umorismo e angoscia si fondono in uno spettacolo di forte teatralità

 

Parlando del titolo, c’è un riferimento in particolare da intendersi in quel “Ne ho mangiata troppa”?

«Rabbia, delusione, frustrazione o anche peggio…è chiaro a cosa possa riferirsi. D’altra parte Fabio Angeletti non è un personaggio positivo, anzi è un perdente, come l’attore Fabio Aldoresi di Mi voleva Strehler interpretato da Micheli. Sono personaggi però che funzionano forse perché la gente sta sempre volentieri dalla parte dei perdenti, rispecchiandosi e compatendosi probabilmente in certi difetti».

Umberto Simonetta

Fabio Angeletti dunque è un personaggio senza riscatto?

«Sul finale c’è un colpo di scena…ma un vero riscatto non c’è. È la caratteristica delle pièce di Simonetta che hanno sempre un sapore amarognolo, non propriamente comico».

Il monologo, non dimentichiamolo, è impreziosito anche dalle musiche originali di Giorgio Gaber.

«Umberto ed io avevamo chiesto a Giorgio di musicare quattro canzoni che lui ha generosamente composto e regalato senza mai voler nulla in cambio. Fu una bella occasione anche per ritrovarsi e tornare a collaborare insieme dopo tanti anni dato che debuttai in teatro proprio con loro nel 1979. Tra l’altro si tratta di canzoni molto carine, in stile Gaber, da scoprire».

 

 

NE HO MANGIATA TROPPA

4 – 7 maggio 2017

 

Scritto e diretto da Umberto Simonetta e Luca Sandri

Con Luca Sandri

©L.C.

Milano, 3 maggio 2017

©Riproduzione vietata

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