Milena Miconi e quella “Stranissima coppia” con Diego Ruiz

di Luca Cecchelli

Domani sera e domenica al San Babila di Milano una frizzante commedia sulle dinamiche di coppia a 50 anni. Un testo scritto da Diego Ruiz. L’intervista a Milena Miconi.

Come è nata questa commedia, che sta circolando dal 2014?
«È nata quasi dieci anni fa. Diego ed io la stiamo felicemente portando per diverse piazze da anni. All’epoca della scrittura non ci conoscevamo ancora personalmente, solo di nome. Un’amica in comune ci ha fatto incontrare – tra l’altro citata anche nello spettacolo, dato che la commedia racconta proprio di un uomo e una donna che si conoscono grazie ad un’amica comune. Diego aveva composto questa commedia spiegandomi che l’aveva scritta ispirandosi a me. A me è piaciuta subito, mi ci sono subito affezionata. A dire la verità entrambi ci siamo affezionati, per questo ancora la portiamo in scena. E non solo perché è divertente, ma perché continua ad essere attuale. E ci fa grande piacere poterla riproporre in una piazza come Milano, soprattutto dopo il recente e forzato fermo».

“L’abbiamo portata in tutta Italia e ci sono sempre state reazioni diverse.
A Milano ci aspettiamo un pubblico entusiasta e desideroso di tornare a sostenere il teatro”

Una commedia che presenta uno sguardo divertito a una categoria di persone molto diffusa al giorno d’oggi: i “single forzati”. Uomini e donne, loro malgrado, improvvisamente soli, con la necessità di rifarsi una vita sentimentale. Venendo all’attualità di cui parlavi, credi che il successo di questa commedia dipende dal fatto che si tratti di una categoria sempre più diffusa?
«Sicuramente. Diego e Milena – personaggi che hanno i nostri stessi nomi – sono ben definiti e rispecchiano un certo mondo maschile e femminile, molto attuale. Sono prototipi in cui davvero possono rispecchiarsi tante persone. Molte donne, ad esempio, ho scoperto che si sono poi ritrovate negli atteggiamenti e nelle parole di Milena. E vale anche per Diego, che si trova ad aver a che fare con una donna da conoscere, ma allo stesso tempo diversa da quelle che ha incontrato prima. La comicità nasce dall’incontro/scontro delle loro esperienze, pretesto per divertirsi, anche rispetto a reazioni esagerate. Tanti si sono riconosciuti».

“É il loro primo appuntamento. Si sono preparati a lungo per questa serata. Si aspettano molto da questo incontro. Saranno pronti a cedere di nuovo alle sinuose tentazioni dell’amore? È ancora troppo presto? Riusciranno almeno a nascondere ansie e pregiudizi e a risultare affabili e seducenti come si erano ripromessi?”

Chi sono Diego e Milena?
«Erano due quarantenni – oggi, dopo dieci anni di repliche inevitabilmente due cinquantenni (ride) – che si conoscono dopo essere stati lasciati dai rispettivi ex coniugi. L’età, in realtà, non cambia molto la situazione iniziale. Anzi, per come è evoluto il mondo delle relazioni oggi sono personaggi ancora più verosimili, anche per età, rispetto ad una decina di anni fa. Sempre più si sentono uomini e donne vittime di “incidenti di percorso” o che per diversi altri motivi decidono di rimettersi in gioco sentimentalmente. Con coraggio, a prescindere dall’aver avuto un’esperienza traumatica, in ogni caso hanno voglia ricominciare. Tanti che, senza pudori , come accennavo prima, hanno voglia di darsi appuntamenti al buio».

“Sono persone in cerca d’amore ma con il terrore di trovarlo, gente che vuole rimettersi in gioco ma non si ricorda più come giocare. Cosa c’è di più romantico del primo incontro tra un uomo e una donna? Aspettative, speranze, cuori che battono all’impazzata e quell’ansia incontrollabile di fare bella figura a tutti i costi, normalmente.
Se invece di anni ne hai cinquanta, hai già un matrimonio alle spalle,
qualche corno sulla testa che fa ancora tanto male, magari meno…”

 Cosa accade a questa “stranissima coppia”?
«Tutto ha inizio in un appuntamento al buio dicevo. Diego, da galantuomo quale è, si presenta sotto casa di Milena con un bel mazzo di fiori. Da lì ha inizio una serie di equivoci esilaranti, a cominciare dal fatto che Milena aspetti un misterioso segnale prima di poter uscire con Diego…E poi un vortice di discussioni, gusti e passioni di due persone che sembrano non avere nulla in comune. Man mano si traccia la personalità dell’uno e dell’altra, il loro carattere, il loro approccio, il loro passato. Più si conoscono loro, anche mentre battibeccano, meglio li conosce anche il pubblico. Il tutto in uno scorrere piacevole della storia, tra sfuriate e riappacificazioni. Siamo solo due in scena ma ci saranno talmente tanti momenti che la gente sarà attenta fino alla fine nel tentativo di capire come andrà a finire… (ammicca)».

“Siamo portati a pensare che le persone giuste per noi debbano essere simili a noi. Spesso invece le persone più giuste sono quelle, non dico al tuo opposto, ma più diverse. Come si dice: gli opposti si attraggono”

A 50 anni si possono ancora provare certe emozioni, ad esempio quell’innamorarsi con le farfalle nello stomaco? O per difesa da cattive esperienze si diventa inevitabilmente più cinici?
«Certe emozioni credo che si possano ancora vivere anche a 50 anni. Provare una travolgente passione o innamorarsi sentendo le famose “farfalle nello stomaco” può ancora accadere, non è questione d’età. Sicuramente, passati attraverso certe esperienze, forse risultiamo un po’ meno disposti a credere totalmente nell’amore come da adolescenti. O meglio, magari no, ci puoi ancora credere, però poi basta poco per smontare quel castello che ti sei costruito. Anche perché a 50 anni hai già la tua vita, magari ex mariti o ex mogli e figli. E le tue abitudini. E perché no, anche quella di stare da solo. Tutti elementi che sempre più difficilmente facciamo “quadrare” con un’altra personalità. O che facciamo più fatica a condividere, quando non a rinunciarci».

“Da cinquantenne, quale sono, credo che non si smetta mai di sentire forte nel proprio cuore determinate emozioni. Però ad un certo punto della vita sei meno disposto ad accettare attitudini e abitudini troppo diverse dalle tue.
Fai più fatica a rimettere in piedi quello che accetti a 20 anni. A 50 è più difficile”

Solitamente si tende a difendersi quando non a far scontare ferite di cattive esperienze all’ultimo/a conosciuto/a, dopo che solitamente ci si ripromette di non volerle vivere mai più. Meccanismo che è anche elemento di comicità. Ma ogni individuo non dovrebbe rappresentare per l’altro un’esperienza nuova?
«Diego e Milena sono due persone segnatissime dalle loro storie d’amore. Entrambi vengono mollati dalla rispettiva moglie e marito. Entrambi vengono da una sofferenza, tanto che appena cominciano a parlare lei gli chiede: “ma tu non hai sofferto?” Cercano di evitare il discorso e passare una bella serata, ma inevitabilmente si ritorna sull’argomento e anche Milena racconta la sua esperienza. Lei è una ragazza molto semplice ma ha tutte le sue convinzioni. Entrambi sono sconvolti dalla loro precedente storia d’amore. Che dire? Ognuno ha sempre il suo bagaglio di sofferenze e inizialmente cerca di evitarle all’altro, ma poi inevitabilmente riemerge sempre quello che si è vissuto. Motivo per cui si è arrivati ad essere quello che si è, cicatrici comprese. Sarebbe interessante scoprire cosa si nasconde dietro certe diversità. Diego e Milena alla fine sembra non abbiano niente in comune, tanto che concluderanno il loro incontro…stando a vedere cosa succede (ammicca)».

“Se sei già nella fase in cui quando ti guardi allo specchio vedi solo rughe con una faccia intorno e sai perfettamente che ognuna di quelle rughe porta il nome di quell’imbecille del tuo o della tua ex, la parola d’ordine è solo…VENDETTA!”

 

Torni a Milano dopo questo lungo periodo di assenza, anche forzata. Com’è?
«Sempre bello perché ho lavorato tanto a Milano, lunghe tournée e fiction, è una città a cui devo molto professionalmente. E ho anche tanti amici. Milano è una città bellissima e molto ben organizzata, dove si vive e si lavora bene. Sono felice in particolar modo di essere ospitata al San Babila. Un teatro che in questo momento, come tanti altri, ha bisogno di recuperare quello che si è perso negli ultimi anni. E sono soddisfatta di fare la mia parte per sostenerlo».

Dopo la data milanese cosa ti attende?
«Abbiamo ancora qualche altra data de La stranissima coppia. Poi “coppia che vince non si cambia” e a luglio con Diego porteremo in scena un nuovo spettacolo, di cui lui è anche autore, La ciliegina sulla torta. Ancora una commedia sulle dinamiche di coppia: in una famiglia formata da marito, moglie e un figlio verranno scombinati gli equilibri con l’arrivo del mio personaggio…Avrebbe dovuto debuttare prima della pandemia. Invece partiremo dal festival di Borgio Verezzi con la nuova tournée, in giro per l’Italia».

 

Si ringrazia Roberta Cucchi per la collaborazione.

LA STRANISSIMA COPPIA

30 aprile, ore 20.30
1° maggio, ore 15.30

Scritto e diretto da Diego Ruiz
Con Diego Ruiz, Milena Miconi

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©L.C.
Milano, 29 aprile 2022
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